SRI e EPBD IV: cosa prevede la direttiva e come organizzarsi in vista del 2027
SRI: novità da EPBD e nuova piattaforma valutazione SRI Smart Ready GO

Dal 2027 l’SRI sarà obbligatorio: come sapete, la scadenza è già fissata. La vera domanda è come trovarsi preparati.

La direttiva introduce l’obbligo di SRI per tutti gli edifici non residenziali con impianti HVAC > 290 kW, una misura che segna il passaggio dall’efficienza energetica tradizionale a una gestione pienamente digitale e intelligente degli asset immobiliari. Arrivare pronti significa conoscere i requisiti, mappare i sistemi già installati, valutare il livello di automazione e predisporre gli upgrade necessari su BACS, monitoraggio dei consumi e controlli automatici.

Aggiornamento: 13 novembre 2025

Sommario

Direttiva EPBD IV e SRI

Entrata in vigore il 28 maggio 2024, da recepire entro il 29 maggio 2026, la direttiva ridefinisce gli standard energetici e introduce strumenti per edifici sostenibili e digitalizzati, con focus su ICT, IoT e Building Automation (BACS). Tra questi c’è l’SRI, che valuta la capacità di un edificio di ottimizzare consumi, comfort e interazione con la rete. L’EPBD IV promuove edifici “solar-ready” e aggiorna strumenti come APE/EPC e SRI, fondamentali per la pianificazione energetica.

R2M Solution affianca da anni proprietari, progettisti e certificatori nel recepimento normativo e nella valorizzazione degli immobili.

L’obbligo dal 2027: una scadenza nota, ma che richiede pianificazione

L’SRI misura quanto un edificio sia pronto a integrare sistemi intelligenti: automazione, controllo del clima, ventilazione, monitoraggio dei consumi e interazione con la rete.

L’obiettivo è migliorare comfort, efficienza e flessibilità verso le esigenze degli occupanti e della rete. La EPBD IV stabilisce che, pur rimanendo facoltativo per molti edifici, l’SRI sarà obbligatorio entro il 2027 per edifici non residenziali con impianti HVAC > 290 kW.

Tempistiche e obblighi: la roadmap definita dalla direttiva

Il Percorso del'SRI
  • Giugno 2026: Pubblicazione del rapporto UE sullo stato dei test e dell’implementazione dello SRI nei Paesi membri.
  • 2027: SRI obbligatorio per edifici non residenziali con HVAC > 290 kW.

  • 2027–2029: installazione controlli automatici d’illuminazione (>290 kW entro 2027, >70 kW entro 2029).

  • Dal 2026: edifici residenziali nuovi o ristrutturati dovranno integrare sistemi di monitoraggio e gestione dei consumi (esenzioni per monofamiliari se costi eccessivi).

  • Maggio 2026: obbligo di monitoraggio qualità aria e ambiente interno per edifici a emissioni zero.

Questi sistemi devono monitorare e regolare consumi, rilevare inefficienze, interagire con altri dispositivi e garantire comfort e sicurezza.

Un ecosistema integrato: SRI, EPC, Level(s) e Digital Building Logbook

Lo SRI si integra con gli altri strumenti introdotti dalla direttiva:

  • APE/EPC: maggiore coerenza dei dati energetici

  • Level(s): indicatori ambientali che includono componenti smart

  • Digital Building Logbook (DBL): il fascicolo digitale che centralizza dati tecnici, energetici e prestazionali

Questo permette una visione più completa del comportamento dell’edificio nel tempo.

Benefici e metodologia

Gli edifici smart possono ridurre tra 9 e 30 milioni di tonnellate di CO₂ e generare risparmi tra 55 e 219 TWh/anno entro il 2050, migliorando comfort, illuminazione e qualità dell’aria.
L’SRI valuta: efficienza operativa, adattamento alle esigenze degli occupanti e flessibilità verso la rete, con 7 criteri di impatto e 9 domini tecnici (54 servizi totali). Il rating finale va da A a G, secondo due approcci:

  • Smart Ready: funzionalità esistenti.

  • Smart Possible: include azioni migliorative.

Strumenti e supporto: le iniziative europee e il ruolo della consulenza

Progetti UE come SmartSquare, SmartReady-GO! e SmarterEPC stanno mettendo a disposizione strumenti gratuiti per valutazioni preliminari SRI, simulazioni di scenari di efficientamento e integrazioni con sistemi EPC.

R2M Solution supporta organizzazioni pubbliche e private in:

  • analisi tecniche e valutazioni SRI,

  • sviluppo di roadmap di adeguamento alla EPBD IV,

  • integrazione di sistemi avanzati come digital twin, sensoristica e piattaforme di gestione energetica.

Conclusione: prepararsi è un percorso, non un adempimento

L’obbligo SRI dal 2027 non arriva all’improvviso: è una scadenza che il settore conosce e che ora richiede pianificazione, valutazioni tecniche e scelte strategiche.
L’indicatore diventa uno strumento per aumentare il valore degli asset, migliorare le prestazioni e rendere gli edifici più resilienti ai futuri requisiti energetici.

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