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Installare i pannelli solari sul tetto di casa propria è facile. Ma cosa succede in condominio, dove il tetto è di tutti e i contatori sono separati? Fino a poco tempo fa sembrava un’impresa quasi impossibile, oggi invece non lo è più. Con l’autoconsumo collettivo, l’energia prodotta da un impianto fotovoltaico può essere condivisa tra più utenze dello stesso edificio. È un sistema pensato anche per i condomini, dove il tetto è comune ma contatori, contratti e consumi rimangono individuali.
Per chi vive in una casa indipendente è abbastanza semplice capire come utilizzare un impianto fotovoltaico: i pannelli producono elettricità, una parte viene consumata direttamente e quella in eccesso viene immessa nella rete. In un condominio le cose si complicano, perché a uno stesso tetto corrispondono molte utenze, ciascuna con il proprio contatore, contratto e abitudini di consumo.
Ci sono poi le parti comuni, con ascensori, illuminazione, pompe e altri impianti. Per questo il fotovoltaico condominiale è stato utilizzato soprattutto per coprire almeno in parte queste utenze. Con l’autoconsumo collettivo, invece, anche i consumi dei singoli appartamenti possono entrare nella condivisione dell’energia prodotta.
Il nome completo del meccanismo è Gruppo di Autoconsumo Collettivo di energia rinnovabile, abbreviato in GAUC.
Cosa significa condividere l’energia
La condivisione non richiede di portare fisicamente l’elettricità prodotta sul tetto nei diversi appartamenti, né di creare una nuova rete interna al condominio.
Ogni partecipante mantiene il proprio contatore e continua ad acquistare energia dal fornitore che ha scelto. Attraverso i dati di misura si confrontano la produzione dell’impianto e i consumi registrati, nello stesso intervallo temporale, dalle utenze del gruppo. La quota che coincide viene considerata energia condivisa e beneficia dei meccanismi economici previsti per l’autoconsumo diffuso.
L’adesione è volontaria e non è necessario avere lo stesso fornitore. Questo permette di creare un gruppo anche quando solo una parte dei residenti è interessata.
Quanto produce l’impianto e quando viene consumata l’energia
La superficie disponibile sul tetto è solo uno dei dati da considerare. Nell’autoconsumo collettivo conta molto anche quando viene consumata l’energia.
Il fotovoltaico produce soprattutto nelle ore diurne e la quantità di energia condivisa dipende dalla contemporaneità tra produzione e consumi. Due condomini con tetti simili e impianti della stessa potenza possono quindi ottenere risultati diversi.
Ai consumi degli appartamenti vanno aggiunti quelli delle utenze comuni e degli eventuali impianti centralizzati. Pompe di calore, sistemi di ventilazione e punti di ricarica modificano la domanda elettrica dell’edificio, mentre un sistema di accumulo permette di utilizzare in un secondo momento parte dell’energia prodotta.
Per dimensionare l’impianto bisogna quindi stimare quanta produzione potrà essere utilizzata direttamente o condivisa: installare più pannelli non significa automaticamente ottenere un risultato economico migliore.
Anche gli interventi previsti sull’edificio possono cambiare i calcoli. Se, per esempio, una caldaia verrà sostituita con una pompa di calore, il fabbisogno elettrico aumenterà e il fotovoltaico dovrà essere dimensionato tenendo conto anche di questo consumo.
Quanto conviene a un condominio
Dipende dall’edificio, ed è difficile stabilirlo partendo soltanto dalle dimensioni del tetto o dal costo dell’impianto.
Servono la produzione attesa, i consumi, il numero di utenze interessate e una stima dell’energia che potrà essere utilizzata o condivisa. L’energia consumata direttamente riduce gli acquisti dalla rete, mentre su quella condivisa vengono riconosciuti i benefici previsti dalla normativa sull’autoconsumo diffuso.
Prima di decidere l’investimento serve quindi una simulazione basata sui dati del condominio.
R2M Solution parte da questa analisi negli studi di pre-fattibilità dei Gruppi di Autoconsumo Collettivo, mettendo in relazione consumi reali, caratteristiche dell’edificio e produzione fotovoltaica prevista e confrontando diverse ipotesi di dimensionamento e investimento.
In questo modo, prima di arrivare alla proposta in assemblea, è possibile avere una stima della produzione, dell’energia utilizzabile o condivisibile e dei costi previsti.
Una volta deciso di farlo, ci sono diverse pratiche da affrontare
Dopo lo studio preliminare, il percorso prosegue con la progettazione dell’impianto e con tutti i passaggi necessari per arrivare alla sua realizzazione e attivazione: dalla richiesta delle autorizzazioni alla gestione dei rapporti con il distributore di rete, fino agli adempimenti con il GSE e alla definizione degli accordi tra i partecipanti.
Per costituire un GAUC, infatti, non è necessario creare una società o una nuova personalità giuridica: i partecipanti possono regolare i propri rapporti attraverso un accordo privato.
R2M Solution opera come arranger e può accompagnare il condominio lungo l’intero percorso, dalla pre-fattibilità e progettazione alla gestione delle pratiche, fino alla realizzazione dell’impianto e all’attivazione del gruppo.
Un altro aspetto da considerare è quello dell’investimento. Il condominio può acquistare direttamente l’impianto oppure valutare soluzioni di finanziamento dedicate agli interventi energetici e, quando applicabili, modelli ESCo. La scelta dipende dalle caratteristiche del progetto e può incidere sull’investimento iniziale, sui costi nel tempo e sui tempi di ritorno.
I consumi degli edifici stanno cambiando
L’autoconsumo collettivo riguarda anche il modo in cui stanno cambiando gli edifici. Sempre più servizi possono essere alimentati elettricamente: dal riscaldamento e dalla produzione di acqua calda con pompe di calore fino alla ricarica delle automobili.
Questo aumenta i consumi elettrici, ma crea anche nuovi carichi che possono essere coordinati con la produzione fotovoltaica. Se un condominio deve intervenire sull’impianto termico o installare punti di ricarica, ha quindi senso valutare questi interventi insieme al fotovoltaico.
È anche il motivo per cui si parla di prosumer: utenti che, oltre a consumare energia, partecipano alla sua produzione. Con l’autoconsumo collettivo possono farlo più utenze dello stesso edificio, mantenendo ciascuna il proprio contatore e contratto.
Da dove partire
Per capire se un Gruppo di Autoconsumo Collettivo può funzionare in un condominio bisogna partire dai consumi, dalle caratteristiche dell’edificio e dagli interventi previsti nei prossimi anni.
R2M Solution realizza studi di pre-fattibilità e segue la progettazione e l’attivazione dei GAUC, comprese le procedure con i soggetti coinvolti.