Sommario
Le pompe di calore sono tra le tecnologie su cui l’Europa punta per ridurre le emissioni del patrimonio edilizio e accelerare la transizione energetica. Integrate con sistemi di accumulo termico e soluzioni intelligenti per la gestione dell’energia, possono rendere gli edifici più efficienti, flessibili e meno dipendenti dai combustibili fossili.
Il tema è al centro di due approfondimenti pubblicati su BUILD UP, il portale della Commissione Europea dedicato all’efficienza energetica degli edifici, uno dei quali firmato da Marco Rocchetti, Thematic Area Leader – Energy and Technologies di R2M Solution. I due contributi affrontano aspetti complementari: il primo analizza il ruolo delle pompe di calore nella decarbonizzazione del patrimonio edilizio europeo, il secondo approfondisce come l’integrazione con sistemi innovativi di accumulo termico possa aumentare la flessibilità energetica degli edifici, anche attraverso le attività di ricerca sviluppate da R2M Solution nei progetti europei.
Dalla crisi energetica a una nuova strategia europea
Gli edifici sono responsabili di una quota significativa dei consumi energetici europei. Riscaldamento, raffrescamento e produzione di acqua calda sanitaria rappresentano la parte più consistente della domanda energetica del settore residenziale. Per questo motivo l’elettrificazione dei sistemi di climatizzazione è diventata uno dei pilastri della strategia europea.
Negli ultimi anni la Direttiva EPBD, la RED III e il piano REPowerEU hanno individuato nelle pompe di calore una delle tecnologie più efficaci per raggiungere gli obiettivi climatici, migliorare l’efficienza energetica degli edifici e rafforzare l’indipendenza energetica dell’Unione Europea.
Il cambio di prospettiva è evidente anche osservando il sistema energetico europeo. Se fino a pochi anni fa circa il 90% del gas consumato nell’Unione Europea proveniva dalle importazioni, oggi l’elettrificazione degli edifici, insieme alla crescita delle fonti rinnovabili, sta contribuendo a ridurre questa dipendenza. Parallelamente, anche il sistema energetico europeo sta cambiando. La riduzione della dipendenza dal gas russo e la crescita della produzione da fonti rinnovabili stanno rendendo sempre più centrale l’elettrificazione dei consumi, compresi quelli degli edifici.
Un mercato che cresce, ma con nuove sfide
L’industria europea delle pompe di calore continua a guardare al traguardo dei 60 milioni di unità installate entro il 2030. Oggi il parco installato conta circa 25,5 milioni di impianti, ma la traiettoria di crescita si è rallentata e il divario rispetto agli obiettivi europei è stimato in circa 15 milioni di installazioni.
Dopo il boom del 2022, il mercato ha registrato una flessione del 5% nel 2023 e del 21% nel 2024. Nel 2025 sono arrivati i primi segnali di ripresa, con una crescita del 10,3% e oltre 2,6 milioni di pompe di calore vendute nei sedici principali mercati europei.
Le ragioni del rallentamento non dipendono dalla tecnologia, ma dal contesto economico. In molti Paesi europei il prezzo dell’energia elettrica continua a essere da tre a quattro volte superiore rispetto a quello del gas, riducendo la convenienza economica delle pompe di calore. A questo si aggiungono la riduzione di alcuni incentivi nazionali e la contrazione del settore delle nuove costruzioni.
Perché installare una pompa di calore non basta
Le pompe di calore sono tra le tecnologie più efficienti oggi disponibili perché trasferiscono il calore presente nell’aria, nell’acqua o nel terreno, producendo molta più energia termica rispetto all’elettricità necessaria per alimentarle.
La loro diffusione, però, porta con sé una nuova questione: la crescente diffusione delle pompe di calore rende sempre più importante gestire in modo flessibile i consumi elettrici degli edifici. Una pompa di calore collegata a un impianto fotovoltaico, a un sistema di gestione intelligente dell’edificio e a un accumulo termico può scegliere quando utilizzare l’energia, privilegiando i momenti in cui la produzione da fonti rinnovabili è maggiore o la rete elettrica è meno congestionata. In questo modo aumenta l’autoconsumo dell’energia prodotta localmente, riduce i costi di esercizio e contribuisce a rendere più stabile il sistema elettrico.
L'accumulo termico cambia il ruolo degli edifici
È proprio l’accumulo termico a rappresentare una delle evoluzioni più interessanti emerse dalla ricerca europea. A differenza delle batterie elettriche, questi sistemi immagazzinano calore anziché elettricità. La pompa di calore può quindi produrre energia termica quando è più conveniente farlo e conservarla per utilizzarla diverse ore dopo, senza influire sul comfort degli occupanti.
Tra le tecnologie più promettenti figurano i materiali a cambiamento di fase (PCM), capaci di accumulare grandi quantità di energia durante il passaggio da stato solido a liquido, e i sistemi di accumulo termochimico, caratterizzati da una densità energetica ancora più elevata e da perdite molto ridotte durante lo stoccaggio. Il risultato è un edificio che non si limita a consumare energia, ma partecipa attivamente al funzionamento del sistema energetico, adattando i propri consumi alla disponibilità di energia rinnovabile e contribuendo a ridurre i picchi di domanda.
Il contributo della ricerca europea
L’evoluzione delle pompe di calore passa anche dai progetti di ricerca finanziati dall’Unione Europea, dove nuove tecnologie vengono testate prima di arrivare sul mercato.
R2M Solution partecipa da anni a questo percorso attraverso progetti dedicati all’efficienza energetica, ai sistemi di accumulo e alla gestione intelligente degli edifici. Tra questi rientra anche MiniStor, che ha sviluppato una soluzione integrata basata su pompe di calore e accumulo termico ad alta densità energetica, con l’obiettivo di aumentare la flessibilità degli edifici e favorire una maggiore integrazione delle fonti rinnovabili.
La direzione è ormai chiara. Le pompe di calore continueranno a essere uno degli elementi centrali della decarbonizzazione degli edifici, ma il loro potenziale dipenderà sempre meno dalla singola tecnologia e sempre più dalla capacità di integrarsi con sistemi di accumulo, fonti rinnovabili e piattaforme intelligenti di gestione dell’energia. È su questa integrazione che si giocherà una parte importante della transizione energetica europea.
Per approfondire
Questo articolo riprende alcuni dei temi affrontati nei contributi pubblicati su BUILD UP dedicati alle pompe di calore, alla flessibilità energetica degli edifici e ai sistemi di accumulo termico: