Sommario
Le pompe di calore vengono spesso descritte in termini di efficienza. Un approccio corretto, ma racconta solo una parte del quadro. Il tema che sta guadagnando peso nel mercato energetico europeo è la flessibilità: la capacità di un edificio di modulare i propri consumi in base ai segnali della rete, non solo di consumarne meno. In questo articolo vediamo perché la flessibilità sta diventando un fattore competitivo per il settore immobiliare, come si traduce in un punteggio SRI più alto e cosa dimostrano in concreto i progetti R2M Solution ClimaFlex, HYSTORE e Plan4COLD.
Non solo efficienza: la flessibilità come nuovo valore
Una pompa di calore non serve solo a ridurre i consumi energetici. Se integrata con sistemi di controllo intelligenti, può modulare il proprio funzionamento in base alla disponibilità di energia rinnovabile o ai segnali della rete elettrica, sfruttando l’inerzia termica dell’edificio per accumulare calore quando l’energia è più disponibile e conveniente.
In questo modo l’edificio non è più un semplice consumatore di energia, ma diventa una risorsa attiva per il sistema elettrico: contribuisce a ridurre i picchi di domanda e, in alcuni casi, può anche generare valore economico attraverso la partecipazione ai mercati della flessibilità (come le UVAM in Italia).
Perché la flessibilità alza il punteggio SRI
Lo Smart Readiness Indicator (SRI) valuta la capacità di un edificio di utilizzare tecnologie intelligenti per migliorare l’efficienza energetica, il comfort degli occupanti e l’interazione con la rete elettrica. Tra gli aspetti presi in considerazione c’è anche la flessibilità energetica, cioè la capacità degli impianti di adattare il proprio funzionamento in risposta ai segnali della rete o alla disponibilità di energia rinnovabile.
In questo contesto, le pompe di calore sono tra le tecnologie più efficaci per migliorare il punteggio SRI. Se integrate con sistemi di controllo intelligenti, possono modulare il proprio funzionamento in base ai segnali della rete, contribuendo ad aumentare la flessibilità dell’edificio e preparandolo ai nuovi servizi energetici. A supporto di questa evoluzione stanno emergendo anche nuove metriche, come il Demand Flexibility Readiness Level e il Cost Avoided Flexibility Factor, che permettono di misurare il valore tecnico ed economico della flessibilità.
Questa direzione è sostenuta anche dal quadro normativo europeo, dalla Direttiva EPBD a RED III fino al piano REPowerEU. Ma è nei progetti di ricerca e innovazione che questi principi trovano oggi le prime applicazioni concrete.
I casi studio R2M Solution: dalla teoria alla rete
- ClimaFlex è il progetto che porta questa visione in Italia, finanziato dal MASE con fondi NextGenerationEU e guidato da un consorzio che vede R2M Solution occuparsi di business model e piattaforma Peer-to-Grid, accanto a MIPU, HiRef e l’Università di Padova.
Il cuore tecnologico è un prototipo di pompa di calore da 130 kWt a propano capace di modulare il carico fino a scendere sotto il 10% della potenza nominale — un livello di granularità che rende l’edificio davvero pilotabile dalla rete.
Sopra l’hardware, una piattaforma basata su blockchain (Energy Web Chain) assegna a ogni pompa di calore un’identità digitale sicura, così da remunerare automaticamente la flessibilità tramite smart contract.
I piloti, attivi nel Living Lab UniZEB di Padova e nello stabilimento HiRef di Tribano, mostrano già una riduzione di circa un anno nel tempo di ritorno dell’investimento grazie ai ricavi generati dai servizi di rete: la prova concreta che flessibilità ed efficienza, insieme, pagano.
- Anche HYSTORE lavora sector coupling tra settore termico ed elettrico, accoppiando pompe di calore e stoccaggio termico tramite aggregatori intelligenti e piattaforme open-source, il progetto trasforma edifici e comunità energetiche in asset capaci di fornire servizi diretti di bilanciamento tra domanda e offerta, dialogando direttamente con gli operatori di rete.
- Plan4COLD, infine, sposta lo sguardo dal singolo sistema alla pianificazione energetica territoriale. Se le pompe di calore smart sono i dispositivi fisici che offrono flessibilità, Plan4COLD fornisce ai comuni — obbligati dalla Direttiva Efficienza Energetica a redigere piani locali di riscaldamento e raffrescamento oltre i 45.000 abitanti — gli strumenti e le metodologie per capire dove e come installarle in modo efficace, mappando fabbisogni termici e potenziale rinnovabile.
Un asset per l'autonomia strategica
In Italia sono installate quasi 5 milioni di pompe di calore, con una capacità termica complessiva di oltre 162 GW. Nel 2025 il Paese si è confermato il secondo mercato europeo per vendite, con 423.000 nuove unità.
Secondo il Joint Research Centre della Commissione europea, sostituire una caldaia a gas con una pompa di calore può ridurre i consumi energetici del 78% e le emissioni di CO₂ del 76%, rendendo l’elettrificazione degli edifici una scelta già oggi competitiva.
I benefici si estendono anche al sistema energetico europeo. Le pompe di calore installate hanno permesso di evitare nel 2025 circa 9,7 miliardi di euro di importazioni di gas, l’equivalente di oltre 200 navi metaniere di GNL, contribuendo a rafforzare l’autonomia energetica del continente.
Per chi progetta, gestisce o riqualifica edifici, il tema della flessibilità non è più soltanto una prospettiva futura. Valutare la capacità di un edificio di interagire con la rete significa prepararlo a un sistema energetico sempre più elettrificato, intelligente e dinamico.
È in questa direzione che si inseriscono anche i progetti sviluppati da R2M Solution, che stanno sperimentando soluzioni concrete per trasformare la flessibilità in un’opportunità per edifici e territori.