Sommario
Il 5 dicembre 2027 scade il termine per il quarto ciclo di diagnosi energetiche obbligatorie. Intanto, la nuova Direttiva europea sull’efficienza energetica introduce un cambiamento nei criteri di individuazione delle imprese soggette all’obbligo, dando maggiore peso ai consumi effettivi. Ecco cosa sapere e perché è utile iniziare a prepararsi.
Diagnosi energetiche: la scadenza del 2027
Il 5 dicembre 2027 è una data da segnare per le imprese soggette all’obbligo di diagnosi energetica previsto dal Decreto Legislativo 102/2014. Dopo i cicli del 2015, 2019 e 2023, si avvicina infatti il quarto appuntamento quadriennale, che richiede alle organizzazioni interessate di analizzare i propri consumi e individuare possibili interventi di miglioramento dell’efficienza energetica.
La diagnosi energetica permette di ricostruire come viene utilizzata l’energia all’interno di edifici, impianti e processi produttivi, individuando le principali fonti di consumo e le opportunità di risparmio. Le informazioni raccolte possono inoltre supportare la pianificazione degli investimenti, la riduzione dei costi operativi e la definizione di strategie di decarbonizzazione.
Alla scadenza nazionale si affianca un’importante novità normativa Europea: la Direttiva UE 2023/1791, conosciuta come EED Recast, che modifica i criteri con cui vengono individuate le imprese tenute a effettuare una diagnosi energetica,direttiva in via di recepimento in Italia.
Cosa cambia con la nuova direttiva EED Recast
Finora, il D.Lgs. 102/2014 ha previsto l’obbligo di diagnosi energetica principalmente per due categorie di imprese:
- Grandi imprese, individuate sulla base del numero di dipendenti e di specifici parametri economici.
- Imprese energivore, iscritte negli elenchi annuali della Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali (CSEA), indipendentemente dalla loro dimensione.
La nuova direttiva europea introduce criteri aggiuntivi, basati anche sul consumo energetico medio annuo dell’impresa.
L’articolo 11 della Direttiva UE 2023/1791 stabilisce una soglia di 10 terajoule (TJ), equivalenti a circa 2.778 MWh all’anno, oltre la quale è previsto l’obbligo di diagnosi energetica, secondo le condizioni definite dalla normativa.
Per determinare il superamento della soglia viene considerata la media dei consumi degli ultimi tre anni, includendo tutti i vettori energetici.
La novità è rilevante perché amplia il numero di organizzazioni potenzialmente interessate: anche un’impresa che non rientrava nei parametri dimensionali delle grandi aziende potrebbe essere ora soggetta ai nuovi obblighi in ragione dei propri consumi.
Per chi gestisce patrimoni immobiliari articolati o più sedi operative, sarà quindi importante disporre di una visione complessiva dei consumi e verificare il possibile impatto delle nuove disposizioni.
La direttiva prevede inoltre specifiche condizioni di esenzione per le organizzazioni dotate di sistemi di gestione dell’energia certificati, come quelli conformi alla norma ISO 50001.
Perché prepararsi già nel 2026
Sebbene la prossima scadenza sia fissata al 5 dicembre 2027, la preparazione di una diagnosi energetica richiede attività che è opportuno avviare con anticipo.
Uno degli aspetti più importanti riguarda la disponibilità e la qualità dei dati. Per analizzare correttamente le prestazioni energetiche è necessario conoscere i consumi degli edifici e degli impianti, la loro distribuzione nel tempo e le condizioni operative che li determinano.
Per le imprese multisito e i gestori di portafogli immobiliari, la pianificazione comprende anche la mappatura degli edifici, la verifica dei punti di fornitura energetica e l’eventuale raggruppamento dei siti con caratteristiche simili, così da organizzare le diagnosi in modo più efficiente.
Il rispetto delle scadenze è importante anche sul piano economico. Il D.Lgs. 102/2014 prevede infatti sanzioni amministrative da 4.000 a 40.000 euro per la mancata diagnosi energetica, mentre le diagnosi non conformi possono comportare sanzioni fino a 20.000 euro.
Case study: dalla diagnosi energetica alla pianificazione degli interventi
I risultati di una diagnosi energetica possono fornire informazioni utili anche oltre gli adempimenti normativi, soprattutto quando vengono integrati con strumenti di analisi e simulazione delle prestazioni degli edifici.
Un esempio è un’attività sviluppata da R2M Solution su un edificio a uso uffici di circa 30.000 m², con consumi annuali pari a 1.750 MWh di energia elettrica e 2.450 MWh di gas. Il lavoro ha previsto una prima fase di rilievo dell’involucro e degli impianti e di analisi dei consumi energetici. Successivamente è stato sviluppato un Digital Twin dell’edificio tramite calcolo dinamico orario, calibrato attraverso il confronto con i dati di consumo per definire una baseline energetica di riferimento.
Su questa base sono stati elaborati diversi scenari di efficientamento, valutando le prestazioni energetiche attese, gli investimenti necessari (CAPEX), i benchmark di settore e le opportunità di incentivazione.
Le simulazioni hanno permesso di individuare scenari capaci di portare l’edificio dalla classe energetica iniziale D alle classi A1 e A2, fornendo elementi per confrontare le alternative di intervento e definire un percorso di riqualificazione.
Questo tipo di analisi consente di collegare le prestazioni energetiche alle scelte di investimento, valutando in anticipo i possibili benefici delle diverse soluzioni.
Diagnosi energetiche 2027: quali sono i prossimi passi?
In vista della scadenza del 2027, le imprese già soggette al D.Lgs. 102/2014 dovrebbero avviare la pianificazione delle attività, verificando la disponibilità dei dati energetici e l’adeguatezza dei sistemi di monitoraggio.
Per le organizzazioni attualmente escluse dall’obbligo, la nuova direttiva EED Recast rende invece utile un’analisi preliminare dei consumi medi annui, per verificare il possibile superamento della soglia di 10 TJ e prepararsi all’evoluzione del quadro normativo.
R2M Solution supporta imprese e gestori immobiliari nelle attività di diagnosi energetica, attraverso un team di Esperti in Gestione dell’Energia (EGE) certificati UNI CEI 11339 per i settori civile e industriale.
Le attività comprendono l’analisi dei consumi, la valutazione delle opportunità di efficientamento e il supporto alla definizione di piani di investimento, decarbonizzazione e riduzione dei costi energetici.
Per verificare gli obblighi applicabili alla tua organizzazione e pianificare le diagnosi energetiche del 2027, contatta il nostro team Energy.